EU/ENG - European Union political and business leaders, and economists, have had to face the challenge of managing economic affairs, even in 2026, amidst unstable transatlantic relations, which are constantly in turmoil due to US President Trump's constant pressure on various open geopolitical and trade issues that also concern the EU.
This was demonstrated at the Davos Economic Forum, when Trump arrived in Switzerland in the wake of bellicose declarations of annexation of Greenland and returned to the US with a rethink about his previous "invasion" announcement. The threat of massive US tariffs on goods from European countries, including France and Germany, which resist Trump's demands for annexation of the Arctic Peninsula, also resurfaced in Davos. Evidently, the European leaders' decision to skip any potential bilateral meetings with Trump in Davos reflected the disapproval that the American tycoon's exaggeratedly anti-European tones have aroused in European capitals.
Christine Lagarde, known for her aplomb, also reacted, leaving the dinner organized by the CEO of the powerful BlackRock investment fund early. During the dinner, US Commerce Secretary Lutnick had made remarks bordering on contempt for the European Union, which the ECB President deemed embarrassing.
Held concurrently with the lively WEF meeting in Davos, the extraordinary European Council on Thursday, January 22, confirmed Europe's unity in rejecting further tariffs against individual EU countries that are more reactive to Trump's wavering demands on the Arctic, even retorting that it might even arm the trade "bazooka" against the US.
There's one last week left to close out January, during which further twists and turns are not out of the question.
EU/ITA - Leader politici, imprenditori, economisti dell'Unione europea hanno dovuto prendere atto di dover gestire, anche nel 2026, gli affari economici in un quadro di instabili relazioni transatlantiche in permanente fibrillazione a causa delle continue pressioni del Presidente Usa Trump sui diversi dossier geopolitici e commerciali che sono aperti e riguardano anche l'UE.
Se ne è avuto la riprova al Forum Economico di Davos con Trump giunto in Svizzera sulla scia di dichiarazioni belliciste di annessione della Groenlandia ed è tornato negli USA con un ripensamento riguardo il suo precedente annuncio d' “invasione”. Ed è rientrata a Davos anche la minaccia di abnormi dazi statunitensi (in basso una infografica sui dazi annunciati e poi ritirati) alle merci dei Paesi europei e tra essi Francia e Germania, renitenti alle pretese trumpiane di annessioni della penisola artica.

Evidentemente la decisione dei leader europei di disertare a Davos eventuali bilaterali con Trump, ha dato il senso della disapprovazione che hanno suscitato nelle capitali europee i toni esageratamente anti-europeisti del Tycoon americano.
Ha reagito anche Christine Lagarde, pur nota per il suo aplomb, che ha abbandonato anzitempo la cena, organizzata dal Ceo del potente fondo di investimenti BlackRock, durante la quale il segretario al commercio Usa Lutnick aveva pronunciato frasi al limite del disprezzo verso l'Unione europea, giudicate imbarazzanti dalla Presidente della Bce.
Svoltosi in contemporanea con una delle giornate del movimentato WEF di Davos, il Consiglio europeo straordinario di giovedi 22 gennaio ha confermato la compattezza europea in merito al rigetto di altri eventuali dazi contro singoli Paesi dell'Unione più reattivi rispetto alle ondivaghe pretese di Trump sull'Artico, fino a replicare di poter addirittura armare il “bazooka” commerciale ai danni degli USA.
Resta un'ultima settimana per chiudere il mese di gennaio durante la quale altri colpi di scena non sono esclusi.
analisti associati @euroeconomie.it*
* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico
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