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The Porto Social Forum 2025 addresses Europe's urgent need a strong social agenda

19/09/2025 22:53

Euroeconomie

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The Porto Social Forum 2025 addresses Europe's urgent need a strong social agenda

Lettera aperta della Confederazione europea dei sindacati per chiedere iniziative politiche e investimenti per i diritti sociali nell'Unione europea

EU/ENG - The European Social Forum was held in Porto on 18 and 19 September. The European Trade Union Confederation (ETUC) advocates for social measures that promote quality jobs, strong social protection, and fair working conditions for all Europeans. Key demands include fair wages, secure and decent jobs, strong enforcement of trade union and worker rights, access to education and lifelong learning, gender equality, and robust public services like healthcare and long-term care. The ETUC also calls for measures like social conditionalities for public funding, minimum income schemes, and protections against precarious work, ensuring a just transition in the economy and society.

Building upon the 2021 Porto Social Summit and 2023 Forum, this edition focuses on "Quality Jobs in a Competitive Social Europe" at a critical time when facing a new geopolitical context and a strong demand for renewed competitiveness, going hand in hand with a fair and inclusive green and digital transition for all. To thrive now and prepare for the future, Europe needs a strong social agenda.

The Forum will contribute to developing the new European Pillar of Social Rights Action Plan and Quality Jobs Roadmap, while fostering international cooperation to strengthen resilient, inclusive labour markets.

 

ITA - Si è tenuto il 18 e 19 settembre a Porto il Forum sociale europeo. Al Forum in Portogallo la Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha avanzato con una lettera aperta ha chiesto «una legislazione concreta, iniziative politiche e investimenti per i diritti sociali in ogni regione e settore d’Europa». 

Per i sindacati europei serve un’agenda sociale forte per l’Unione europea, sviluppando un nuovo Piano d’azione del Pilastro europeo dei diritti sociali e della Roadmap per posti di lavoro di qualità, promuovendo la cooperazione internazionale per «rafforzare mercati del lavoro resilienti e inclusivi», un Pilastro proclamato dalle tre istituzioni dell’Ue – Consiglio, Commissione e Parlamento – in occasione del Vertice sociale di Göteborg del 2017, basato su 20 principi guida per «costruire un’Europa sociale forte, equa, inclusiva e ricca di opportunità»

Il Forum sociale di Porto ha offerto, secondo la Ces, «un’occasione fondamentale per ribadire questa visione e stabilire un quadro per realizzare un reale progresso per i lavoratori».

Diritto a salari equi

La Ces ha definito a Porto «inaccettabile» che nell’Ue l’8,3% dei lavoratori è a rischio di povertà e tale percentuale supera il 12% tra coloro che hanno un impiego temporaneo o part-time. Per questo chiede al Forum sociale di agire per una piena attuazione della direttiva sui salari minimi adeguati, compresi aumenti dei salari minimi legali. Va garantita per la Ces l'estensione della copertura della contrattazione collettiva per raggiungere l’obiettivo dell’80%.

Posti di lavoro di qualità

La qualità dei posti di lavoro è stato uno dei temi prioritari del Forum sociale di Porto. La Ces ha esortato il Forum a includere nella prossima Roadmap per un lavoro di qualità «misure e investimenti vincolanti per garantire un’occupazione sicura e ben retribuita». Vanno contrastati «i subappalti abusivi, gli intermediari del lavoro non regolamentati, lo stress sul lavoro, l’uso non regolamentato dell’intelligenza artificiale e le violazioni del diritto alla disconnessione». Dovranno inoltre essere introdotti Sono necessari per i sindacati europei indicatori che monitorino la qualità del lavoro in tutti i settori e le regioni, inclusa la copertura della contrattazione collettiva.

Diritto alla formazione e giusta transizione

In un mercato del lavoro caratterizzato da grandi trasformazioni e transizioni digitale e verde, solo l’11,9% degli adulti partecipa a corsi di formazione, con scarsi progressi registrati nell’ultimo decennio. La Ces chiede quindi una legislazione che garantisca il diritto alla formazione gratuita durante l’orario di lavoro, nonché «un quadro vincolante per l’anticipazione e la gestione del cambiamento, che garantisca una giusta transizione per i lavoratori e le comunità, con un forte coinvolgimento dei sindacati».

Parità di retribuzione e lotta alla povertà

Persiste nell'Unione europea una forte sottovalutazione del lavoro femminile in tutti i settori, con un divario retributivo di genere attestato al 12% nell'Ue. Per garantire e promuovere «la parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini come sancito dal Pilastro dei diritti sociali, la Ces chiede un recepimento «completo e ambizioso» della direttiva sulla trasparenza retributiva e misure volte a «rafforzare la contrattazione collettiva».

I sindacati europei hanno denunciato anche a Porto le crescenti disparità economiche, con oltre 93 milioni di cittadini dell’Ue a rischio di povertà o esclusione sociale (21% della popolazione) e circa 28 milioni di persone in grave deprivazione materiale e sociale. La Ces chiede regimi di reddito minimo adeguati in tutti gli Stati membri. Inoltre va adottato il Piano europeo per l’edilizia popolare annunciato dalla Presidente della Commissione per garantire il diritto a un alloggio accessibile e dignitoso e affrontare le condizioni di sfruttamento abitativo per i lavoratori agricoli e altri lavoratori vulnerabili. Così come, nel contrasto alla povertà, si ritengono fondamentali gli investimenti in sanità, istruzione, trasporti e assistenza all'infanzia, nel complesso nei servizi pubblici di alta qualità.

 

Analisti inviati @euroeconomie.it *

 

* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico


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