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Al G20 di Roma i leader europei pragmatici sui dossier economici

31/10/2021 18:10

Euroeconomie

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Al G20 di Roma i leader europei pragmatici sui dossier economici

On tariffs, monetary policy coordination, and decarbonization, European leaders were concrete during the G20 economic negotiations

EU/ENG - The G20 in Rome proved to be an important global showcase for Italy on October 30 and 31, 2021, when the summit of the world's leading powers was held. This G20 was also the first face-to-face meeting in two years between the leaders: last year's meeting in Saudi Arabia was held virtually due to the pandemic.

Bringing together the richest countries, emerging economies, and some international institutions, the G20 represents over 80% of global GDP, 75% of global trade, 60% of the planet's population, and 75% of greenhouse gas emissions.
Based on three thematic pillars: people, planet, and prosperity, Italy organized a summit that prioritized climate change issues, ahead of COP26 in Glasgow, which begins on Monday, November 1, 2021. The agenda also included issues related to the economic recovery after the pandemic, rising energy prices and supply difficulties, the global vaccination campaign, and a 15% global minimum tax for large corporations.
Biden flew to Rome, while Chinese leader Xi Jinping, Russian President Putin, and Japanese Prime Minister Kishida were absent, officially due to the pandemic. The heads of the European institutions, Von der Leyen and Michel, were present, as were the leaders of major countries: Draghi, host, France's Macron, Germany's Merkel, as well as Pedro Sanchez representing Spain, a non-G20 country but traditionally invited to these summits.
The most important result was the agreement on climate issues, which was negotiated until the very end: the summit reached an agreement on a 1.5 degree cap for global warming.

 

EU/ITA - Il G20 di Roma si è rivelato una importante vetrina globale sull'Italia nei giorni del 30  e 31 ottobre 2021 in cui si è tenuto il vertice tra i grandi della Terra. Questo G20 è stato anche il primo incontro faccia a faccia in due anni tra i leader: quello dell’anno scorso in Arabia saudita si era tenuto in forma virtuale, a causa della pandemia.

Riunendo i paesi più ricchi, le economie emergenti ed alcune istituzioni internazionali. Il G20 rappresenta oltre l’80% del Pil mondiale, il 75% del commercio globale, il 60% della popolazione del pianeta e il 75% delle emissioni di gas serra. 

I membri del Gruppo dei Venti

Argentina, Australia, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Russia, Sudafrica, Arabia saudita, Corea del Sud, Turchia, Stati Uniti, Unione Europea. La Spagna viene invitata come ospite permanente ogni anno. Inoltre, vengono invitati i leader delle principali organizzazioni internazionali, come le Nazioni unite e il Fondo Monetario Internazionale.

Cosa è avvenuto sotto la presidenza italiana?

Sono stati organizzati 175 eventi, 20 incontri ministeriali e tre tra i leader (due dei quali avvenuti in formato virtuale e incentrati sulla pandemia e sull’Afghanistan; il terzo sarà il faccia a faccia finale questo fine settimana). 

I temi

Basandosi su tre pilastri tematici persone, pianeta e prosperità, l’Italia a organizzato un summit che ha dato priorità alle questioni relative ai cambiamenti climatici, in vista della Cop26 di Glasgow che inizia lunedì 1 novembre 2021. In agenda sono stati trattati anche temi legati alla  ripresa economica dopo la pandemia, dell’aumento dei prezzi dell’energia e della difficoltà delle forniture, della campagna di vaccinazioni a livello mondiale, di una tassa minima globale del 15% per le grosse corporation.

Il summit

Biden è volato  Roma, assenti invece, ufficialmente per la pandemia, il leader cinese Xi Jimping, il russo Putin e il giapponese Kishida . All'appello presenti i vertici delle Istituzioni europee, Von der Leyen e Michel, e naturalmente i leader dei grandi paesi : Draghi, padrone di casa, il francese Macron e la tedesca Merkel nonchè Pedro Sanchez in rappresentanza della Spagna, paese non G20 ma tradizionalmente invitato a questi summit.

Il risultato più importante è stata l'intesa sugli aspetti che riguardano il clima, su cui si è negoziato fino all'ultimo: il vertice ha trovato l'accordo sul tetto massimo di 1,5 gradi per il riscaldamento globale. 

il ruolo degli europei

La svolta multilateralista del nuovo corso Biden negli Stati Uniti ha favorito un clima distensivo con i leader europei al summit di Roma. Gli europei hanno centrato con Von der Leyen l'obiettivo di raggiungere una intesa con Biden per annullare i dazi del 25 %, ereditata dall'amministrazione Trump, sulle esportazioni Ue negli Usa di acciaio e alluminio. L'Ue ritira di converso dazi distorsivi ai danni dei prodotti degli Stati Uniti così come viene archiviata l'annosa disputa euroamericana sulle forniture di aerei. Le immagini dell'entente cordiale in conferenza stampa tra la presidente della Commissione Ue e il Presidente Usa Biden hanno fatto il giro del mondo. Così come la stretta di mano, con annesse scuse, di Biden al presidente francese Macron, a poche settimane dal pemalizzante accrodo per la fornitura anglo-americana all'Australia ai danni della Francia di una miliardaria fornitura di sottomarini. Macron ha inoltre dialogato con Boris Johnson sui dossier che contrappongono da mesi le due sponde della Manica. Dal canto suo, Angela Merkel, al suo ultimo G20, ha definito cruciale la sfida contro i cambiamenti climatici del vertice ed è apparsa intenta a presentare all'assise Olaf Scholz, suo probabile successore a capo del governo a Berlino. Draghi ha ovviamente giocato a tutto campo, cercando di capitalizzare il lavoro degli sherpa sul negoziato climatico, riuscendovi sul fronte del tetto massimo di 1,5 gradi per il riscaldamento globale e sulla scadenza di "metà del secolo" per emissioni zero, notoriamente avversata da cinesi e russi da tempo fermi sul target del 2060 nonchè l'impegno di mobilitare 100 miliardi di dollari all'anno dal 2020 al 2025 per sostenere la transizione energetica delle economie emergenti. Eliminati inoltre, entro fine anno, i contributi pubblici per la costruzione di nuove centrali a carbone. E' ascrivibile alla presidenza italiana la conferma a Roma del'impegno del 23 agosto scorso sulla riallocazione di parte dei diritti speciali di prelievo (special drawing rights, SDR) emessi dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) in ragione di 650 miliardi di dollari, dei quali 275 ai paesi a basso reddito. Gli europei sono apparsi compatti al G20 di Roma anche sull'atteso accordo con gli altri Grandi, in verità già impostato in altri recenti vertici globali, che sancisce la convergenza su una tassazione de profitti delle multinazionali globali del 15% a partire dal 2023. 

 

analisti inviati @euroeconomie.it *

 

* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico


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