EU/ENG - On Saturday, February 28, shortly after 9:40 a.m., the United States and Israel militarily attacked Iran, sparking a new phase of tension in the Middle East. Iranian Supreme Leader Khamenei and his defense minister were killed by a ballistic missile at their location.
A varied but convergent reaction erupted in Europe. Commission President Ursula von der Leyen described the developments as "very worrying," reaffirming her commitment to safeguarding regional stability, calling for de-escalation, and urging "all parties" to exercise maximum restraint.
Economic Impact
The attack on Iran has caused significant volatility in international oil markets. Oil tankers are stationary and careful not to venture into the Strait of Hormuz, many of which are headed for China. The crisis thus penalizes Beijing, the primary buyer of Iranian oil, which is essential for the rapid development of China's production system.
The geoeconomic rivalry between the United States and China is also reflected in this war, in which a theocratic regime close to Moscow and Beijing is being weakened by Washington. (Below is a graph: US Retail Gasoline Prices Were Climbing Prior to Attacks. Source: Bloomberg)

EU/ITA - Sabato 28 febbraio, poco dopo le 9;40, Stati Uniti e Israele hanno militarmente attaccato l’Iran aprendo una nuova fase di tensione in Medio Oriente. Il leader supremo iraniano Khamenei e il ministro della difesa sono stati uccisi con un missile balistico sul sito dove si trovavano.
Si è animata una reazione articolata ma convergente in Europa rappresentata in sintesi la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha definito “molto preoccupanti” gli sviluppi, riaffermando l’impegno a salvaguardare la stabilità regionale, appellandosi alla de-escalatione e invitando “tutte le parti” alla massima moderazione.
Gli effetti sull'economia
L'attacco all'Iran ha determinato una significativa volatilità sui mercati petroliferi internazionali. Le petroliere sono ferme e ben attente a non avventurarsi nello Stretto di Hormuz e, essendo molte di esse, dirette in Cina. La crisi penalizza così Pechino, primo acquirente del petrolio iraniano, necessario all'impetuoso sviluppo del sistema produttivo cinese.
La rivalità geoeconomica tra Stati Uniti e Cina si riflette anche in questa guerra, nella quale un regime teocratico vicino a Mosca e Pechino viene indebolito da Washington.
analisti inviati @euroeconomie.it*
* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico
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