EU/ENG - On the fourth anniversary of the Russian attack on Ukraine, economic analyses of Ukraine and Russia are proliferating in the media and international debate. Kiev awaits approval of the €90 billion contribution promised by the European Union.
Conversely, the Russian economy has "changed irreversibly during these four years of war," and the "illusion of normality" cherished by many Russians "is becoming increasingly costly." These are the words of exiled Russian economist Alekdandra Prokopenko, speaking at a seminar organized in Berlin by the Carnegie Endowment.
According to Prokopenko, Putin believes it's easier to continue the war than to stop it, restructure the economy, and return it to a civilian structure. "Putin thinks he can last a little longer than the others and think about the problems later." As for the impact of the sanctions, they have blocked a lot of capital within Russia after tycoons and companies repatriated capital to Moscow in 2023 and 2024, "money that indirectly helped Putin finance his war machine."
"The flow of capital abroad could instead create significant distortions in the Russian economy," he adds, although "Russia's financial situation is secure for the first six months of 2026." Forecasting scenarios beyond that doesn't seem possible.
EU/ITA - Nel giorno del quarto anniversario dell'attacco russo all'Ucraina, si moltiplicano sui media e nel dibattito internazionale le analisi di scenario economico su Ucraina e Russia. Kiev attende il via libera all'approvazione del contributo da 90 miliardi di euro, promesso dall'Unione europea. l conflitto in Ucraina ha causato danni economici stimati in almeno 588 miliardi di dollari, secondo la Banca Mondiale.
Di converso, l'economia russa è "cambiata in questi quattro anni di guerra in modo irreversibile" e "l'illusione di normalità" cara a tanti russi “diventa sempre più costosa”. Sono parole dell'economista russa in esilio Alekdandra Prokopenko, pronunciate al seminario organizzato a Berlino da Carnegie Endowment.
Secondo la Prokopenko per Putin in questo momento è più facile continuare la guerra, piuttosto che fermarla, ristrutturare l'economia e riportarla a un assetto civile. "Putin pensa di poter durare un poco più a lungo degli altri e di poter pensare ai problemi più avanti”. Per quanto riguarda l'effetto delle sanzioni, esse hanno bloccato molti capitali all'interno della Russia dopo che nel 2023 e 2024 sono i tycoon e le aziende hanno riportato i capitali a Mosca, "denaro che indirettamente ha aiutato Putin a finanziare la sua macchina della guerra".
"Il flusso di capitali all'estero potrebbe invece creare distorsioni importanti dell'economia russa", aggiunge sebbene “La situazione finanziaria della Russia è sicura per i primi sei mesi del 2026”. Prevedere scenari oltre, non sembra possibile.
analisti associati@euroeconomie.it*
* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico
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