EU/ENG - In the essays collected in this book, economist and politician Giorgio La Malfa explores the various aspects of John Maynard Keynes's (pictured above) idealistic, intellectual, and human journey, combining documentary rigor and agile narration of the essential points of his thought and their implications, clearing away certain persistent oversimplifications.
The book is divided into ten chapters that occupy the first 180 pages of the volume. The remaining 70 pages are divided between a Postscript by the author and a detailed Chronology of the life and work of the Cantabrigense, providing an illuminating guide for deepening one's understanding of the greatest economist of the contemporary age.
The title is borrowed from a quote: "I side with the heretics." These are Keynes's words from a 1934 BBC radio address, alluding to the school of thought that rejected the dogmas of laissez-faire and free markets. In the first two chapters, La Malfa reviews the rediscovery of Keynes, long-anticipated by scholars since the early 1970s, which coincided with the crises of 2008-2010 and the more recent pandemic.
The author delves into the heart of his commentary on Keynes's works in the central section of the book. As an expert on the General Theory of Employment, Interest, and Money (pictured below), La Malfa makes it a stimulating read and traces, from the late 1920s through A Treatise on Money (1930), Keynes's progression to this celebrated work, published on February 2, 1936. It was the General Theory that made Keynes an even more celebrated economist and a pioneer, capable of inspiring future generations to a methodological critique of the prevailing orthodoxy. The Keynesians' critique would lead to a reversal of the prevailing trends in the discipline, considering that Keynesianism would become the cornerstone of Western economic policy for a good thirty years. Only the spread of Lucas's New Classical Macroeconomics would mark the decline of Keynesian influence. Lucas's followers, heirs of Von Hayek and Friedman, will level accusations against an entire cadre of Keynesian advisors in American and European administrations, blaming them for soaring inflation and public debt, which were unpopular with the public and subsequently entrusted to politicians obsessed with downsizing the state, like Thatcher and Reagan. From page 170, La Malfa unfolds his narrative around his personal experience during the 1960s, in the two Cambridge universities, which he describes as "seen up close." La Malfa offers the reader interesting insights into the climate he experienced and the economists he knew, primarily his mentor Franco Modigliani.
Today, according to La Malfa, we have realized that the Keynesian theories hastily dismissed may actually offer the key to solving the problems facing the world. It is no coincidence that Keynes's name is increasingly being mentioned in the pronouncements of politicians and economists.

EU/ITA - Nei saggi raccolti in questo libro Giorgio La Malfa, edito a fine novembre del 2022, scandaglia i vari aspetti del percorso speculativo, intellettuale e umano di John Maynard Keynes (nell'immagine in alto) unendo rigore documentario e agile narrazione sugli snodi essenziali del suo pensiero e le loro implicazioni, sgombrando il terreno da certe tenaci banalizzazioni.
Il libro si articola in dieci capitoli che occupano il corpus del volume per le prime 180 pagine. Le restanti 70 pagine si dividono tra un Post Scriptum dell'autore e una dettagliatissima Cronologia della vita e del Cantabrigense, costituendo una guida illuminante per approfondire la conoscenza del più grande economista dell'età contemporanea.
Il titolo è mutuato da una citazione “Mi schiero con gli eretici”. Sono parole di Keynes del 1934 in un discorso radiofonico per la BBC, alludendo a quella scuola di pensiero che rifiutava i dogmi del laissez-faire e del libero mercato. Nei primi due capitoli La Malfa traccia un bilancio della riscoperta di Keynes, a lungo attesa dai cultori sin dagli inizi degli anni settanta, coincisa con le crisi del 2008-2010 e della più recente pandemia.
L'autore entra nel vivo del commento alle opere di Keynes nella parte centrale. Da esperto della Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, (nell'immagine in basso), La Malfa ne fa una lettura stimolante e ripercorre, dalla fine degli anni venti, passando per il Trattato della Moneta del 1930, l'iter di avvicinamento di Keynes a questa sua celebre opera pubblicata il 2 febbraio del 1936. Sarà la General Theory a fare di Keynes un economista ancor più celebre e un caposcuola, capace di indirizzare i posteri ad una critica metodologica dell'ortodossia dominante. La critica dei keynesiani darà vita a un rovesciamento degli indirizzi predominanti nella discplina, se consideriamo che il keynesismo diventerà architrave per buoni trent'anni delle politiche economiche in occidente. Sarà solo il dilagare della Nuova Macroeconomia Classica di Lucas a segnare il declino dell'influenza keynesiana. I seguaci di Lucas, eredi di Von Hayek e Friedman, muoveranno accuse ad una intera schiera di consiglieri keynesiani delle amministrazioni americane ed europee e addebiteranno loro le impennate di inflazione e debito pubblico, invise all'opinioni pubbliche, affidatesi poi a politici ossessionati da un ridimensionamento dello Stato come Thatcher e Reagan. Sin da pagine 170 La Malfa declina la narrazione sulla sua esperienza personale, durante gli anni sessanta, nelle due Cambridge che descrive come "viste da vicino". La Malfa regala al lettore interessanti impressioni sul clima vissuto e sugli economisti conosciuti, in primis dal suo mentore Franco Modigliani.

Oggi, secondo La Malfa, ci si è resi conto che le teorie keynesiane sbrigativamente accantonate in realtà possono offrire la chiave per la soluzione dei problemi che il mondo si trova di fronte. Non a caso sempre più spesso nelle dichiarazioni di politici ed economisti torna a risuonare il nome di Keynes.
Antonio De Chiara @euroeconomie.it*
* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico
.png)


